Amarcord – Il diavolo e l’acquasanta

Zamparini è il miglior presidente del mondo, dal martedì alla domenica
(Francesco Guidolin)

Guidolin è il migliore allenatore che abbia mai avuto
(Maurizio Zamparini)

Questa è la storia di un rapporto che ha, forse, segnato più di altri la storia del Palermo nel terzo millennio, di un sodalizio che ha sicuramente fatto sognare i tifosi rosanero, tra promozioni agognate da decenni, piazzamenti in Europa mai raggiunti prima e, addirittura, sogni di scudetto. È la storia di Maurizio Zamparini e Francesco Guidolin.

Le loro origini sono geograficamente vicine: il Presidente rosanero nasce in Friuli, a Sevegliano, mentre l’allenatore è di Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso. Caratterialmente, invece, non possono essere più distanti l’uno dall’altro: l’aggettivo preferito per descrivere Zamparini è “vulcanico”, sia perché a volte si fa prendere dall’impulsività (come lui stesso ha ammesso in passato) sia per le sue dichiarazioni spesso sopra le righe. Guidolin è, invece, una persona molto calma e dai toni pacati, tanto che in una parodia è diventato “Padre Francesco”, per sottolineare questi aspetti della sua indole.

Sembra strano che due persone così diverse siano riuscite a lavorare insieme per tanto tempo ma, probabilmente, è proprio per questo che il rapporto ha funzionato.
Infatti, Guidolin subentra il 27 gennaio 2004 ad un allenatore con un carattere molto simile a quello del patron rosanero, cioè Silvio Baldini. Il Palermo era in piena corsa per la promozione in Serie A, ma stava stentando e, proprio il giorno prima dell’arrivo del tecnico veneto, Baldini invitò il presidente ad allontanarlo piuttosto che dire “cazzate” sul gioco della squadra. Zamparini non se lo fece ripetere due volte.

Il Palermo di Guidolin ottiene in scioltezza la promozione con due giornate di anticipo, dopo 32 anni di assenza, e termina il campionato in prima posizione.
Si sarebbe potuto pensare che la squadra rosanero avrebbe potuto accusare il peso della Serie A, ma il Palermo non trema di fronte a nessuno: esce indenne da San Siro contro Inter e Milan, riesce a battere la Lazio in trasferta per 3-1, ad ottenere al ‘Renzo Barbera’ una vittoria prestigiosa per 2-0 contro la Roma e un trionfo storico contro la Juventus di Capello grazie al gol di Franco Brienza.
La stagione termina con un traguardo storico: il Palermo, per la prima volta nella sua storia, si qualifica ad una competizione europea, la Coppa Uefa. Nei suoi primi 18 mesi a Palermo, Guidolin ha lanciato o rilanciato diversi giocatori che sarebbero diventati campioni del mondo con l’Italia nel 2006: Zaccardo, Barzagli, Grosso (decisivo), Toni e Barone. Il 30 maggio 2005, però, Guidolin decide di dimettersi dalla panchina rosanero, per provare un’altra avventura (sfortunata, perché dopo aver trovato l’accordo con il Genoa, i liguri vennero retrocessi in C1 per la famosa storia della valigetta).

Si dice che, a chi gli riferisse di un dispiacere di Zamparini per il suo addio, il tecnico veneto abbia risposto ironicamente: “È solo dispiaciuto che sia stato io ad andarmene e non lui a mandarmi via”.

Le strade sembrano separarsi, ma la stagione successiva per il Palermo non è all’altezza delle aspettative: alla guida della squadra rosanero, Delneri non riesce a trovare la continuità di risultati e il feeling con ambiente e società, al suo posto arriva Papadopulo che condurrà i rosanero all’ottavo posto (diventato quinto in seguito alle sentenze di Calciopoli).
Chi chiamare per rilanciare la squadra? La risposta della società è una: Francesco Guidolin.

Il campionato post-Calciopoli vede un Palermo protagonista nel girone d’andata, a contendersi addirittura la prima posizione con Inter e Roma, con vittorie memorabili come quella di San Siro contro il Milan o quella di Firenze raggiunta all’ultimo minuto, trascinato da un attaccante che faceva vedere cose strabilianti: Amauri.
Il Palermo sembra poter ambire almeno ad un’incredibile qualificazione per la Champions League, ma proprio sul finire del girone di andata perde il suo trascinatore. Amauri, infatti, a Siena si procura una lesione al legamento del ginocchio, finendo lì la stagione.
Senza Amauri, i rosanero perdono sempre più terreno dalle prime posizioni e vedono le inseguitrici superarli, uscendo così dalla zona Champions. Il 23 aprile 2007, Zamparini, per “dare una scossa all’ambiente”, decide di esonerare Guidolin, ma la situazione non cambia e il presidente rosanero lo chiama nuovamente, in tempo per chiudere la stagione con due vittorie e un quinto posto, che è il miglior piazzamento ottenuto dal Palermo nella sua storia.
Il tecnico viene nuovamente sollevato dal suo incarico a fine stagione e a questo punto sembra impossibile rivederlo sulla panchina rosanero.

Questo rapporto, però, non è normale: anziché vedere un presidente e un allenatore, sembra di assistere alle vicende di una di quelle coppie che si prendono e si lasciano. E infatti, incredibilmente, dopo una sconfitta per 5-0 contro la Juventus, Zamparini esonera Stefano Colantuno e richiama per la quarta volta il vecchio amore.
Ma questa volta la minestra riscaldata non ha effetti benigni: il Palermo non riesce mai a trovare continuità e Guidolin viene sollevato nuovamente dal suo incarico.

Le strade di Zamparini e Guidolin sembrano non doversi incrociare più, ma nelle storie d’amore a volte capita che l’ex “abbandonato” si prenda una rivincita e questo accade proprio al tecnico veneto il 27 febbraio 2011: alla guida dell’Udinese, infatti, infligge la più sonora sconfitta casalinga nella storia del Palermo, un incredibile 0-7 che costerà l’esonero di Delio Rossi.

Oggi pare veramente che la storia di questo rapporto sia giunta alla fine: c’è stato l’amore, c’è stato l’abbandono (prima da parte di uno poi da parte dell’altro), c’è stata anche la vendetta. Guidolin sembra aver smesso di allenare, Zamparini ha trovato un allenatore, Iachini, con cui sembra essere in totale sintonia, dopo quasi due anni alla guida dei rosanero.
Ma quando sembra che tutte le porte siano ormai chiuse, ecco che proprio Zamparini, in una intervista rilasciata a Sky (leggi qui), apre uno spiraglio: “Riprenderei Guidolin domani mattina, ma ora mi tengo stretto Iachini”.

Certi amori non finiscono?

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